Making Creams III: Procedura Base

Questi articoli sono stati scritti con l’intenzione di raccogliere le informazioni di base che penso sia necessario acquisire prima di iniziare a fare cosmetici in casa. Ho cercato di riportare più fonti e articoli possibili per confermare le informazioni riportate, ma non prendete mai ciò che leggete come se fosse una verità assoluta. Controllate sempre le informazioni su più fonti attendibili, e considerate questi articoli come punto di partenza: continuate a studiare e a costruire le opportune basi di chimica che vi servono, prima di “mettere le mani in pasta” e dedicarvi all’autoproduzione di cosmetici. Se notate degli errori o inesattezze, o pensate che dovrei rivedere o approfondire alcuni aspetti, contattatemi!

In questo articolo elencherò brevemente i passaggi pratici necessari per fare una crema cosmetica. Prima di leggere questo articolo, vi consiglio di leggere gli articoli precedenti della serie Making Creams:

E dopo questo articolo, vi consiglio di passare al successivo:

Vi consiglio anche di leggere l’articolo “Prima di iniziare: alcune cose che dovreste sapere“.

Bene. Innanzitutto, ecco un breve video per farvi un’idea di come faccio una crema:

Ora, vediamo più nel dettaglio i vari step. Questa descrizione è valida per la maggior parte delle formule presenti sul mio blog. Se seguite le formule di qualcun altro, seguite assolutamente le loro linee guida!

In alcune formule del blog possono esserci piccole modifiche nella procedura dovute alla presenza e combinazione di ingredienti particolari: in questo caso, le modifiche sono scritte nelle note alla ricetta.

Preparate tutto ciò che vi serve.

Preparate tutto ciò che userete:

  • Bagnomaria
  • Beakers
  • Bacchette di vetro/spatole/cucchiai
  • Bilance
  • Protezioni per voi e per il tavolo su cui lavorate
  • Minipimer
  • Reagenti
  • Materiale per misura e correzione del pH

A1. Acqua.

Nelle mie formule, A1 è di solito la fase contenente solo l’acqua. Qui troverete l’acqua (demineralizzata!) ed eventualmente qualche ingrediente attivo che può stare lì (ad esempio allantoina o sodio lattato).

Per preparare A1, versate l’acqua nel beaker grande e aggiungete eventuali ingredienti elencati in questa fase (es. allantoina).

A2. Gelificante.

A2 è di solito la fase contenente il gelificante (gomma xanthana per tutte le O/W, gomma guar per la maschera capelli) disperso in glicerina. Se avete due beaker grandi, usatene uno per A1 e uno per A2. Altrimenti preparate A2 in un beaker piccolino.

Versate prima la glicerina, poi il gelificante. Mescolate bene con la spatola o con la bacchetta di vetro.

A. La vera fase acquosa.

Ora dovete mescolare A2 con A1 per formare la fase acquosa della formula.

Se avete preparato A2 nel beaker grande, aggiungete A1 un po’ alla volta e mescolate. Altrimenti,aggiungete un po’ di A1 al beakerino contenente A2 e mescolate bene. Dovrebbe diventare un gel molto denso. Aggiungete altra A1 e mescolate, finchè non raggiungete la capacità del beaker. Poi versate il contenuto del beakerino (il gel) nel resto di A1 e mescolate (eventualmente dando un colpetto con il minipimer).

B. Emulsionanti e grassi

Trasferite tutti gli emulsionanti e i grassi (burri, cere e oli) in un beaker medio-grande. Se non avete molta manualità di laboratorio, vi suggerisco di usare un contagocce o una spatolina con cucchiaio per versare gli oli liquidi: versate poco olio liquido sul cucchiaino e usatelo per versare goccia a goccia l’olio nel beaker.

Scaldate A e B.

Mettete i beaker A e B nel bagnomaria. Se usate beaker in vetro pyrex e avete il piano cottura elettrico, potete anche scaldarle – a bassa potenza – direttamente sull’hotplate (è il caso in Germania, dove non esiste il fornello a gas!). Scaldate le due fasi finchè i componenti di B non saranno completamente sciolti, mescolando di tanto in tanto con le bacchette di vetro.

C, D, E… tutte le aggiunte a freddo.

Mentre aspettate che A e B si scaldino, potete preparare tutti gli extra della crema.

In tutte le formule di questo blog c’è almeno una fase C, che include i conservanti (tipicamente: alcol benzilico/acido deidrossiacetico + soluzione di potassio sorbato). Le fasi extra contengono anche tutti gli ingredienti della crema che sono sensibili al calore – praticamente la maggior parte degli ingredienti attivi.

A volte ci sono più fasi cool down, perchè divido i componenti idrofobi da quelli idrofili.

Pesate gli ingredienti e trasferiteli in beaker piccoli (quelli da 25 ml sono sufficienti). Metteteli da parte e non dimenticateveli!

Emulsione.

Quando B è completamente sciolta, togliete A e B dal bagnomaria o dall’hotplate. Versate B in A mescolando con la bacchetta di vetro. Appena avete finito, iniziate con il minipimer. L’aspetto della crema dovrebbe cambiare, passando da un liquido giallastro a una crema bianca, che diventa sempre più densa man mano che procedete con l’emulsione.

Dopo qualche minuto, ricominciate a mescolare manualmente, preferibilmente con una spatola piatta. Continuate a mescolare finchè la temperatura della crema scende sotto i 40°C (in pratica, finchè non diventa tiepida).

L’uso delle spatole piatte aiuta a rimuovere ed evitare la formazione di bolle.

Alcuni spignattatori eseguono il processo di emulsione mettendo il beaker in un bagno d’acqua freddo per accelerare il raffreddamento. Io preferisco evitarlo: ho l’impressione che il raffreddamento graduale porti a creme più stabili e soprattutto eviti la formazione di granuli da parte di alcuni componenti (come il burro di karité) che può avvenire con cambiamenti repentini di temperatura.

Aggiunta delle fasi a freddo

Quando la crema è tiepida, trasferitene una piccola porzione in uno dei piccoli beaker che contengono le fasi a freddo. Stemperate bene, poi aggiungetele al beaker principale contenente la crema. Dopo aver incorporato la prima fase a freddo, ripetete per le altre.

Verifica del pH

Prendete una striscia per la misurazione del pH e immergetela per pochi secondi nella crema. Controllate il pH contro la scala di riferimento. Se necessario, portatelo al valore desiderato con:

  • 30% w/w acido citrico (se dovete abbassarlo)
  • 30% w/w NaOH (se dovete alzarlo)

Il tipico range di pH di una crema corpo/viso è tra 5 e 6.

Il tipico range di pH di una maschera per capelli o di un prodotto applicato sul cuoio capelluto è tra 4.5 e 5.5.

(Facoltativo) Colorazione delle creme

Se volete dare un tocco di colore alla crema, questo è un buon momento per farlo.

Attenzione: le creme si possono (leggermente!) colorare con coloranti idrofili (tipicamente coloranti alimentari). Questi non sono gli stessi pigmenti usati nel make-up!

Colorare una crema non è l’equivalente di fare un fondotinta o una BB-cream! Per fare questi prodotti, dovete prima formulare un fondo minerale, che si fa con appositi pigmenti inorganici!

La quantità di colorante idrofilo da usare dipende da quanto sono concentrati i coloranti che usate. La procedura che vi descrivo si riferisce all’uso dei coloranti di Glamour Cosmetics, che sono concentratissimi.

Versate poca acqua (10-20 ml) in un piccolo beaker. Aggiungete una goccia di colorante concentrato e mescolate. Usate una o due gocce di questa diluizione per colorare la crema.

Fidatevi: per i coloranti concentrati di Glamour Cosmetics, è più che sufficiente per dare un tocco di colore alla crema. L’obiettivo non è quello di ottenere una crema giallo fluo intenso, perchè vi macchierebbe la pelle!

Inoltre, vi consiglio di colorare solo creme corpo/mani e prodotti a risciacquo, non le creme viso.

Packaging e conservazione

Ora potete confezionare la vostra crema.

Trasferite la crema in un barattolo. Tenete presente che i cosmetici non sono prodotti eterni. La presenza dei conservanti aiuta a prevenire contaminazioni per un po’ di tempo, ma da non professionisti non abbiamo gli strumenti per valutare eventuali contaminazioni batteriche o fungine che non siano visibili ad occhio nudo. Se notate cambiamenti strani (nell’aspetto, nell’odore, consistenza, strane bolle, ecc.), dovete buttare via il prodotto.

Anche in assenza di cambiamenti osservabili, vi consiglio di usare le creme preparate in casa entro 6 mesi (è il limite che si dà ai galenici).

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