Prodotti anidri: Burri montati, unguenti, burri solidi e stick

[English version]
[Prima di leggere questo articolo, vi consiglio di leggere la serie “Il lato grasso della crema” sugli emollienti]

Cosa sono i prodotti anidri?

Tipicamente si parla di prodotti anidri riferendosi a burri solidi e stick, cioè, prodotti solidi che non hanno una fase acquosa. 

La chimica pignola che è in me deve però precisare che per anidro si intende tutto ciò che non contiene acqua, quindi tra i nostri cosmetici autoprodotti si possono considerare come anidri anche tutti gli oli fluidi, gli shampoo solidi e i balsami solidi che non contengono acqua. 

Abbiamo già parlato di combinazione degli emollienti e della formulazione degli oli nella serie “Il lato grasso della crema” e abbiamo già visto come sono fatti gli shampoo solidi, quindi in questo articolo parleremo solo delle tipologie di prodotto che non ho ancora analizzato: burri e stick. 

Vediamo più nel dettaglio quali tipi di prodotti possiamo formulare, dal più cremoso al più solido: 

  • Burri montati
  • Burri in vasetto (unguenti o pomate)
  • Burri solidi (“Lotion bars”)
  • Burri in stick non decorativi: balsami labbra in stick, burri per unghie in stick, burri corpo in stick
  • Burri in stick decorativi: rossetti, ombretti in stick, correttori in stick, blush in stick, ecc.

Queste formulazioni sono fatte prevalentemente con ingredienti idrofobi, cioè sostanze non solubili in acqua. Inoltre sono composte più o meno sempre dalle stesse materie prime, specialmente per noi formulatori casalinghi orientati verso la cosmesi naturale o di derivazione vegetale, però tali ingredienti sono bilanciati in modo diverso tra loro a seconda del tipo di prodotto e della performance desiderati. Ciò significa che se siete dei formulatori amatoriali con una filosofia di formulazione “green-oriented”, potete formulare queste tipologie di prodotto con le stesse identiche materie prime, se sapete come bilanciarle. 

Ingredienti dei prodotti anidri

Vediamo le categorie di ingredienti che dobbiamo usare per fare questi prodotti:

Ingredienti “strutturali” (solidi)

  • Tocco asciutto: cere, esteri, alcoli grassi. Esempi: cera d’api, cera bellina, cera carnauba, cera candelilla, cetyl palmitate, cetyl alcohol, acido stearico.
  • Tocco grasso/emolliente: burri. Esempi: burro di cacao, burro di karité. L’olio di cocco sarebbe considerato un olio, ma nei prodotti anidri lo includo nei solidi. 

Emollienti (liquidi)

  • Oli: oli a viscosità alta, media e bassa. Esempi: olio di ricino, trigliceride caprilico-caprico, olio di jojoba.

Coloranti (per rossetti e prodotti decorativi)

  • Pigmenti inorganici: ossido nero, ossidi rossi, ultramarini, ecc.
  • Altri pigmenti di derivazione vegetale (ma non coloranti alimentari!)

Altri eccipienti

  • Additivi per l’effetto “gloss” dei rossetti
  • Fragranze (per prodotti corpo) o aromi (per prodotti labbra)
  • Antiossidanti: esempio: alfa-tocoferolo.

Prima di vedere come sono fatte le formule, andiamo a conoscere qualche dettaglio in più su alcuni di questi ingredienti. Abbiamo già parlato ampiamente di oli, burri ed esteri nella serie sugli emollienti, ma c’è ancora qualcosa da dire sui burri, e non abbiamo ancora parlato di un altro ingrediente fondamentale dei prodotti anidri: le cere. 

Burri vegetali

Dei burri vegetali abbiamo già parlato parecchio analizzando gli emollienti. Quando si usano nelle formulazioni anidre, i burri giocano un ruolo molto importante nelle caratteristiche finali del prodotto – ancora più importanti rispetto agli emollienti liquidi, che invece sono le star degli approcci di formulazione degli emollienti nelle emulsioni. 

I burri sono importanti nei prodotti anidri perchè hanno un impatto non indifferente sulla consistenza e durezza finale del prodotto. Nelle emulsioni, possono avere un’influenza simile ma in modo meno rilevante, perchè sono tipicamente presenti in concentrazioni basse rispetto agli emollienti liquidi. Nei prodotti anidri, possono costituire fino all’80% del prodotto. 

Nei miei cosmetici autoprodotti cerco sempre di rimanere sul semplice, e non mi piace avere troppe materie prime diverse per fare la stessa cosa, quindi possiedo solo un rappresentante per ciascuna categoria di burro a seconda della durezza: un burro a durezza “alta” (burro di cacao), uno a durezza medio-bassa (karité) e uno molto morbido (olio di cocco). 

Nelle formule che leggete online e nei libri però potete trovare facilmente nomi molto esotici e particolari, come il burro di murumuru, il burro di mango, il burro di cupuaçu, e molti altri. Onestamente, a me sembrano tutti uguali. 

Quando trovo formule con questi nomi esotici, semplicemente controllo i loro punti di fusione (1) e sostituisco il burro in questione con uno dei miei tre. 

I burri che trovo più di frequente nelle formule sono:

  • Duri: cacao, illipe, kokum
  • Medio-morbidi: karité, mango, murumuru, tucuma
  • Molto morbidi: olio di cocco

Questa in realtà è una classificazione che mi sono fatta io: se andate a vedere nel riferimento (1) i burri intermedi sono classificati diversamente. 

Cere

Le cere dono un vasto gruppo di composti idrofobi che possono presentare diverse strutture chimiche. Tipicamente sono esteri di acidi grassi con alcol a catena lunga. 

La loro caratteristica che ci interessa di più per questo scopo è di nuovo il punto di fusione: le cere più dure (con punto di fusione alto) renderanno i prodotti anidri più duri, mentre quelle più morbide (con punto di fusione più basso) li renderanno più soffici. Sul blog di Formula Botanica trovate un esperimento interessante proprio sulla diversa durezza di burri formulati con cere diverse (2). 

Ecco alcune cere che potete trovare nei cosmetici e i loro intervalli di fusione:

CeraIntervallo di fusione (°C)
Myrica wax (Myrica Pubescens Fruit Wax)45-55
Cera di bacche (Rhus Verniciflua Peel Wax)48-54
Cera d’api (Cera alba)61-65
Cera bellina (Polyglyceryl-3 Beeswax)63
Cera candelilla (Euphorbia Cerifera (candelilla) wax)68-75
Cera di riso (Oryza sativa wax)79-85
Cera di girasole (Helianthus annuus seed cera)74-80
Cera carnauba (Copernicia cerifera wax)80-86

(Non ho idea di come si chiami la Myrica wax in italiano, se qualcuno passa di qui e lo sa, me lo faccia sapere!)

In questo articolo, parleremo di “cere dure”, “cere medio-dure”, “cere medio-morbide” e “cere morbide”. Anche in questo caso si tratta di una mia classificazione, che mi ha aiutata ad analizzare meglio le formule che discuterò dopo. 

Ho definito “cere dure” quelle con punto di fusione sopra a 75°C, ovvero la cera di riso, la cera di girasole e la cera carnauba. Le “cere medio-dure” sono quelle con punto di fusione tra quello della cera d’api e quello delle cere dure. Nella lista sopra, praticamente è solo la cera candelilla. Le cere “medio-morbide” sono quelle con punto di fusione tra 60 e 65°C (cera d’api e cera bellina nella lista sopra). Infine, quelle “morbide” sono quelle con punto di fusione inferiore a quello della cera d’api (myrica wax e cera di bacche). 

Le cere sono molto importanti nei prodotti anidri e soprattutto negli stick, perchè la loro miscela conferisce la durezza desiderata del prodotto finale. Possono essere impiegate anche nelle emulsioni, anche se di solito se ne limita l’uso alle creme corpo molto ricche e non vengono usate nei prodotti per il viso. 

Il loro tocco sulla pelle è asciutto, simile a quello degli esteri come cetyl palmitato e alcoli grassi come cetyl alcohol. 

Burri montati

I burri montati sono tra i cosmetici fai da te più semplici e divertenti da fare. Si tratta di miscele di burri e oli, a volte con una piccola percentuale di cere, caratterizzate da una texture spumosa simile a quella della panna montata grazie alla procedura con cui vengono formulati. 

Ho confrontato formule di burri montati di diversi blog (Formula Botanica e Humblebee & me, oltre alla mia stessa formula) (3-5) e la mia conclusione è che tipicamente, la composizione può essere la seguente:

Tipo di ingrediente% intervallo
Cere e fattori di consistenza cerosi0-5
Burri durezza alta0-20
Burri durezza medio-bassa40-80
Emollienti liquidi20-40

Tra le cere e i fattori di consistenza cerosi troviamo ad esempio cera d’api e alcol cetilico; come burri a durezza alta troviamo il burro di cacao e il burro di kokum; il burro a durezza medio-bassa più usato è il karité, ma troviamo anche tucuma, murumuru o mango. Come emollienti liquidi potete usare un po’ quelli che volete, tipicamente si usano quelli a viscosità media. In molte formule ho visto anche un 5% di polveri come amido di riso o amido di mais. 

Composizione media dei burri montati

Per esempio, questa è una mia formula:

IngredienteFunzione%
Cera d’apiCera4
Burro di cacaoBurro a durezza alta20
Burro di karitéBurro a durezza medio-bassa29
Olio di coccoBurro a durezza molto bassa29
Olio di colzaEmolliente liquido17
Fragranza cosmeticaProfumo1

La procedura per fare un burro montato è tipicamente la seguente:

  1. Pesare tutti gli ingredienti, tranne la fragranza cosmetica (o qualunque oleolito termolabile, o le polveri se incluse nella formula), e trasferirli in un beaker.
  2. Scaldare gli ingredienti a bagnomaria, finchè tutti gli ingredienti solidi non saranno sciolti. 
  3. Mettere il beaker in frigo
  4. Non appena si intravede una “traccia”, ovvero il burro inizia a solidificare sui bordi, aggiungere gli ingredienti termosensibili e le polveri, se previste, e poi iniziare a montare con le fruste. Montare il burro per alcuni minuti, poi rimettere in frigo.
  5. Dopo 5-10 minuti, montare di nuovo.
  6. Ripetere questo ciclo alcune volte, finchè non si raggiunge la consistenza spumosa desiderata. 

Burri in vasetto

Il prossimo prodotto in ordine di durezza è il burro in vasetto (unguento o pomata). Questo può essere per esempio un burro labbra o un burro unghie/cuticole o una pomata per un uso specifico. Ne ho persino fatto uno per la cura dei fori ai lobi dilatati

Composizione media dei burri in vasetto

Questo tipo di prodotto ha consistenza più ferma rispetto al burro montato, ma non è abbastanza duro da poter essere confezionato in uno stick. Quindi, i burri in vasetto si possono fare con una percentuale più alta di cere – tipicamente miscele di cere medio-morbide e morbide o una cera morbida (20-25%); possono includere burri a durezza alta (ad esempio attorno a 5%), burri morbidi (15-25%) e una quantità cospicua di emollienti liquidi (40-50%). Per burri labbra in vasetto, consiglierei di usare in prevalenza emollienti liquidi ad alta viscosità o occlusivi (olio di ricino, lanolina, alfa-tocoferolo, tocoferil acetato) che non migrano e rimangono sulle labbra per più tempo. Si possono miscelare con emollienti meno viscosi, ma il prodotto ha performance migliore se gli emollienti più viscosi sono presenti in quantità maggiore. Al riferimento (6) potete trovare un esempio di formula per un balsamo labbra in vasetto.

Burri solidi o lotion bars

Ecco un altro prodotto molto semplice e divertente da fare: i burri corpo solidi, conosciuti come “lotion bars”. Questi prodotti sono ottimi per iniziare il vostro percorso di autoproduzione e sono molto versatili, siccome potete usare molti tipi di oli e oleoliti per farli, testare diverse combinazioni di burri, e toccare con mano come la percentuale degli ingredienti “strutturali” influenza la durezza finale del prodotto. La cosa peggiore che può capitare è che dovete tenerlo in vasetto. 

Anche in questo caso, ho cercato formule su diversi blog per capire come sono fatte in genere le lotion bars (7-10), anche se data la versatilità di questi prodotti è difficile fare una stima precisa delle quantità relative degli ingredienti. La scelta e la combinazione degli ingredienti dipende molto da cosa si vuole ottenere.

Composizione media delle lotion bars

Tipicamente, nelle lotion bars troviamo cere e fattori di consistenza cerosi (0-30%), burri duri (0-60%), burri morbidi (20-80%) ed emollienti liquidi (10-30%). Aumentare le cere e i burri più duri renderà la lotion bar più dura a sua volta, ma anche più difficile da usare. Ho visto formule di lotion bars anche senza questi ingredienti. 

Potete trovare formule per le lotion bars nei riferimenti citati sopra e su questo blog: date un’occhiata ai burri corpo solidi e al burro piedi solido!

Burri in stick

Iniziamo ad avvicinarci alla parte più difficile di questo articolo, ma non ci siamo ancora arrivati: i burri in stick come i burri labbra, i burri unghie, o qualunque burro corpo stick non sono difficilissimi da fare, se non sono prodotti decorativi. Il loro requisito fondamentale è che devono essere abbastanza duri da mantenere la forma dello stick, ma allo stesso tempo devono sciogliersi un po’ con la frizione contro la pelle per rilasciare un po’ di prodotto. 

Per raggiungere questo scopo, dobbiamo bilanciare di nuovo gli ingredienti di cui abbiamo parlato finora, in modo da rendere il prodotto più duro: tipicamente, negli stick troviamo una percentuale di cere più alta e, talvolta, iniziano a comparire anche le cere con punto di fusione più alto rispetto alla cera d’api. 

In media (11-13), nei burri in stick troviamo miscele di cere dure e medie oppure solo cere medie (10-20%), burri duri (20-35%), burri morbidi (15-35%) ed emollienti liquidi (40-60%). Come per i burri in vasetto, se il prodotto è destinato alle labbra è meglio preferire emollienti liquidi ad alta viscosità o occlusivi (ricino, lanolina, tocoferolo, tocoferil acetato). 

Composizione media dei burri labbra in stick

Le mie formule per i burri labbra sono ridotte all’osso: la formula base che seguo è sempre cera d’api 20%, un burro duro (cocco) 20% e un emolliente a viscosità alta (olio di ricino) 60%. Potete trovare le formule qui sul blog (nello stesso articolo trovate le variazioni sul tema e alcune dritte sui tubetti e gli stick). 

Se siete interessati a un tipo diverso di stick, in questo articolo trovate il burro in stick per unghie/cuticole, che include una cera dura, una cera medio-dura e un estere nella formula, oltre a una miscela di emollienti a viscosità alta, media e bassa. 

Rossetti (burri in stick decorativi)

E finalmente eccoci qui, al prodotto anidro per me più difficile di tutti. Gli stick decorativi e in particolare i rossetti non sono facili come sembra (14-15). Il problema dei rossetti è che non solo devono soddisfare il requisito generale degli stick (essere solidi-ma non troppo duri): devono anche avere una certa performance in termini di intensità del colore, effetto glossy/matte, e non devono migrare e andarsene in giro sulla vostra faccia. Inoltre il prodotto non deve “sudare” (cioè gli oli non devono “uscire” ed emergere sulla superficie del rossetto), deve essere uniforme e senza cristalli. È davvero un lavoro complesso. 

Tipicamente, i rossetti sono fatti con miscele di cere con diversi punti di fusione. La miscela più popolare nel mondo della cosmesi “verde” è il trio cera d’api-cera candelilla-cera carnauba. Il rapporto tra di loro può cambiare, ma tipicamente la carnauba è presente in quantità minore rispetto alle altre due. 

Ho trovato che in media (16-20) i rossetti sono fatti per il 15-20% di cere, 60-70% di emollienti liquidi, 0-10% burri morbidi, 0-10% burri duri, 3-15% pigmenti. Inoltre, possono esserci degli additivi nella misura 0-5% per dare l’effetto glossy o matte, e a volte anche sostanze funzionali (0-5%) e antiossidanti (0-1%). In alcune procedure gli ingredienti sono suddivisi in “basi” (cere), “diluenti” (emollienti liquidi) e “base colorante” (pigmenti dispersi in parte degli emollienti liquidi della formula). 

Composizione media dei rossetti

Mentre nei balsami labbra in stick non importa più di tanto come si combinano le cere e gli emollienti, a patto che lo stick abbia la consistenza giusta per chiamarsi tale, nei rossetti la miscela di cere ed emollienti può avere un grosso impatto sulla performance finale del prodotto. Tuttavia, le miscele che ho trovato non sono molto coerenti tra loro. La cera dura (es. carnauba) può andare dal 18 al 28% della miscela di cere, la cera medio-dura (es. candelilla) va da 27 a 50% della miscela di cere, e la cera medio-morbida o morbida (es. cera d’api, cera bellina o cera di bacche) va dal 30 al 54% della miscela. Esempi di miscele api-candelilla-carnauba sono: 40%-31%-29%, 55%-27%-18%, 44%-28%-28%, e 30%-50%-20%. Come vedete, l’unico parametro costante è che la carnauba (quella più dura) è sempre quella presente in quantità inferiore. 

Composizione media dei mix di cere nei rossetti

Per quanto riguarda la miscela di emollienti, il tipo prevalente di emolliente è sempre quello ad alta viscosità (olio di ricino, lanolina, tocoferil acetato, tocoferolo – 65-85% della miscela di emollienti). Tuttavia, spesso vi è una quantità variabile di emolliente a viscosità medio-bassa (esempi: jojoba o trigliceride caprilico-caprico, 15-35% della miscela di emollienti). 

Composizione media dei mix di emollienti nei rossetti

Riferimenti 

  1. Plant butters: hardness & melting points, LisaLise Blog
  2. Natural cosmetic waxes, Formula Botanica
  3. How to make a whipped body butter, Formula Botanica
  4. Chocolate cherry whipped body butter, Humblebee & me
  5. Cranberry orange whipped body butter, Humblebee & me
  6. Amazonian lip balm, Formula Botanica
  7. Sugar plum body butter bars, Humblebee & me
  8. How to make a body melt or lotion bar, Formula Botanica
  9. Lotion bar recipe, Soap Making Resource
  10. Formulating lotion bars, Swift Crafty Monkey
  11. Moisture-locking lip balm stick, Personal care magazine
  12. What’s in a lip balm and why, Chemist’s Corner
  13. White chocolate peppermint vegan lip balm, Humblebee & Me
  14. Lipstick formulation is not as easy as you might think, Foreverest
  15. A touch of color: historical and contemporary lipstick formulation, Prospector
  16. Basic moldable lipstick base, Humblebee & me
  17. Cosmetic formulating basics: Lipstick, Chemist’s Corner
  18. Lippenstift “Classic”, Olionatura
  19. Lippenstift “Soft berry” (vegan), Olionatura
  20. Mercado and Krog, Lipstick formulation and method, US Patent 4,996,044, 1991


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